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Il cielo di Asterione
Jamà teatroRegia: Francesco Russo
Drammaturgia: Jacopo Cavallaro
Attori: Jacopo Cavallaro
Trailer: Link
Anno: 2022
Adatto a: per tutti

Generi: Prosa
Tags: Asterione, centauro, labirinto, knosso, mito
Qual è la funzione psicologica che può assumere un mito nell’indagine della mente umana? Il mito in questione è quello del terribile Minotauro rinchiuso dentro il suo labirinto, pronto a divorare i fanciulli che a lui sono stati sacrificati. Ma se il nostro Minotauro si fosse stancato e avesse deciso una buona volta per tutte di gridare con voce rauca tutta la verità sulla sua storia, sul fatto stesso di essere definito mostro, sull’ormai figura stereotipata che gli hanno cucito addosso e sull’infamia decisione da parte di un nobile padre, di rinchiudere per sempre un ragazzo dentro un mondo circoscritto solo per la paura di essere giudicati. Una vicenda piena di contrasti, ribellione, sfiducia e rammarico, che torna alla ribalta per essere giudicata, in sede di tribunale, dove un giovane avvocato cercherà con tutte le sue forze di difendere la sua posizione, per quando in cuor suo già sa che nessun giudice mai gli darà ascolto. In questo modo la nostra creatura si rivelerà sotto altre vesti, meno temibili e con una natura più umana e meno bestiale. Il Minotauro vuole entrare in contatto con il mondo e con gli spettatori del suo dramma. “Il cielo di Asterione” è una vera esperienza che mette il pubblico nella condizione di scegliere una via, li rende partecipi del processo facendoli diventare opinione pubblica all’interno di quel labirinto della mente che vive in ciascuno di noi. L'immagine mostruosa con cui ci si ritrova a fronteggiarsi di fronte ad uno specchio non è altro che la nostra stessa immagine, che ci rimanda qualcosa di noi difficile da accettare e da comprendere, ma che è lì, vive e si alimenta della nostra anima. Prima o poi tutti siamo costretti ad incontrare il fatidico mostro che vive al centro del labirinto, bisogna toccare le paure più nascoste con mano per poter risorgere. Asterione protagonista solitario del racconto, cerca un contatto con l’uomo/fanciullo che però non vuole divorare ma semplicemente conoscere per aiutarlo a crescere. In fondo la parola stessa mostro significa proprio: cosa straordinaria, contro natura, ma che si mostra. In questo modo anche la diversità acquista valore, perché è proprio in essa che dimora l’unicità dell’individuo. La diversità diventa un modo per conoscere altro al di fuori di noi e quindi vedere le sfumature con cui si colora il mondo. L’ambiente in cui tutto si svolge è un luogo sconosciuto a noi, che può assumere molte forme, proprio perchè appartiene all’individuo. Siamo catapultati in uno spazio infinito di corridoi e specchi dove non esiste niente ma dove tutto può esistere. Ci troviamo nell’abisso dell’anima e della mente. Le vie intricate di un labirinto fisico e mentale, vengono percorse e vissute fino alla fine, per poter riuscire “forse” a trovare la via di fuga.
Produzione: Jamà Teatro
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La compagnia Jamà nasce a cavallo tra il 2020 ed il 2021. Negli anni abbiamo prodotto diversi spettacoli che hanno riscosso il consenso del pubblico nazionale tra questi ricordo: "Di sicuro c'è solo che è morto, il bandito salvatore giuliano", "Una storia un pò così, Ulisse e Polifemo", "La leggenda di Novecento", "Io...Martoglio" e tanti altri. Ci occupiamo inoltre di organizzare il festival Teatri-street all'interno del prestigioso cartellone estivo di Etna in Scena.



