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LIGHTHOUSE - Ciclo di spettacoli per spazi diffusi
Teatro dell'ElceRegia: Marco Di Costanzo
Drammaturgia: Autori vari
Attori: Marco Di Costanzo, Livia Gionfrida, Alessio Martinoli, Stefano Parigi, Monica Santoro
Anno: 2022
Adatto a: per tutti

Generi: Prosa
Tags: polis, cultura civile, educazione civica, condivisione, ascolto
Lighthouse è uno spettacolo “aperto”, un ciclo di produzioni in continua evoluzione dal debutto nel 2017. Con cadenza più o meno annuale, il progetto si arricchisce di nuove ramificazioni e arborescenze frutto di un’unica domanda di partenza: quali sono i pilastri su cui si regge la costruzione stratificata e labirintica che usiamo chiamare “cultura civile”? Il lavoro, la religione, l’amore, la Resistenza, il patrimonio culturale, la tecnica, la scuola…
Ogni titolo di Lighthouse indaga uno di questi elementi in forma di reading “circolare”, con il pubblico disposto intorno agli attori per creare la massima intimità dell’ascolto. Il reading può essere allestito in spazi di diversa natura – biblioteche, giardini, centri culturali, scuole – ed è basato su un profondo lavoro di adattamento per la lettura pubblica di saggi selezionati con cura sugli argomenti scelti. Alcuni titoli di Lighthouse hanno generato una versione teatrale a fruizione frontale arricchita dalle illustrazioni live di Pilar Roca; altri sono stati realizzati anche in forma di video streaming, con le voci degli attori intrecciate alle immagini della video-artist Maria Montesi.
L’indagine prosegue, Lighthouse è destinato a estendersi con nuovi titoli nei prossimi anni. È il frutto del nostro senso di smarrimento quando ci chiediamo su cosa sia basata la nostra cosiddetta “cultura civile”. È il nostro progetto da cittadini di un mondo in cui la popolazione delle campagne è stata superata per numero da quella delle città: città multi-culturali dai tratti caotici, ingarbugliati così come è confusa, multiforme, inafferrabile l’immagine di “cultura civile”. Ben lontani dal poter fare luce sulla questione, cerchiamo di tenere acceso nella nebbia il flebile faro (il lighthouse, appunto) della ricerca.
I titoli realizzati fino ad oggi sono:
Lighthouse #8 GIOVANI
da “Scritti corsari” e “Lettere luterane” di P. P. Pasolini,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi
Lighthouse #7 LAVORO A SENSO INDETERMINATO
da “Bullshit jobs” di D. Graeber,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi, Monica Santoro
Lighthouse #6 IL PIACERE
da “La nascita del piacere” di Carol Gilligan,
con Marco Di Costanzo, Livia Gionfrida, Stefano Parigi
Lighthouse #5 CARA SIGNORA
da “Lettera a una professoressa” di Don Lorenzo Milani,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi
Lighthouse #4 PROCESSO ALL'OCCIDENTE
da “Processo dell'Islam alla civiltà occidentale” di Guido Piovene,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi
Lighthouse #3 LETTERA A EICHMANN
da “Noi figli di Eichmann” di Günther Anders,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi
Lighthouse #2 NOI RITORNEREMO!
da “La Resistenza a Firenze” di Carlo Francovich,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi, Monica Santoro
Lighthouse #1 UNDER FIRE
da “L’arte fiorentina sotto tiro” di Frederick Hartt,
con Marco Di Costanzo, Stefano Parigi
Altri crediti: Adattamento Marco Di Costanzo
Produzione: Teatro dell'Elce
File scaricabili:
schedaArtisticaLighthouse.pdf
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La nostra attività principale è la produzione di spettacoli, sia destinati a spazi teatrali che creati per luoghi specifici o in collaborazioni con realtà e artisti esterni nell’ambito di progetti di ricerca metodologica.
Per il teatro abbiamo prodotto: Little boy (2019), carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima, Il nemico (2015) dall’album illustrato di D. Calì e Serge Bloch, Farruscad e Cherestanì (2013) ispirato a La donna serpente di Carlo Gozzi, Barbieri (2011), creazione collettiva basata su interviste, Fatma (2010) di M. Benguettaf, Amadú, il saggio del deserto (2008) di Marco Di Costanzo, Cinquanta! Epopea di un faticoso entusiasmo (2008) scrittura scenica non verbale di Marco Di Costanzo sulla base di interviste e delle improvvisazioni degli attori, Ercole e le stalle di Augia (2006) di F. Dürrenmatt.
Le principali produzioni per spazi non teatrali sono: Cara Signora (2021), reading da Lettera a una professoressa di Don L. Milani, Processo all’Occidente (2019), reading da Processo dell’Islam alla civiltà occidentale di G. Piovene, Lettera a Eichmann (2018), reading da Noi figli di Eichmann di G. Anders, Noi ritorneremo! (2018), reading da La liberazione di Firenze di C. Francovich, Under Fire (2017), reading da L’arte fiorentina sotto tiro di F. Hartt, Il sogno di Rodolfo Siviero (2015) di Marco Di Costanzo dai diari di Rodolfo Siviero, realizzato per il Museo Casa Siviero, Angelo Maria Bandini (2013), di Marco Di Costanzo per il Museo Bandini, la creazione collettiva Il salone di Z*** (2010), performance sensoriale per due spettatori.
Nell’ambito di progetti legati alla ricerca metodologica o alla formazione, abbiamo realizzato Il cappotto (2021) e Appunti di un pazzo (2016), entrambi di N. V. Gogol’, coprodotti con Cantiere Obraz e affidati alla regia esterna di Alessio Bergamo, e Alla ricerca di un mondo morbido, di e con Monica Santoro e Eva Miškovičová.
In parallelo con l’attività di produzione, ci dedichiamo a progetti che abbiano lo scopo di promuovere l’arte del teatro attraverso la formazione o la diffusione su aree geografiche specifiche. Ad oggi sono in corso Teatro nelle città, progetto di produzione e diffusione di eventi teatrali in contesti non usuali, e una serie di progetti di formazione. Per quanto riguarda il passato, ci teniamo a mettere in evidenza Fronteras (2012), un progetto di produzione-formazione realizzato nel quartiere Comuna 7 di Barrancabermeja (Colombia) in collaborazione con il Centro Cultural Horizonte, Per una polis teatrale (2012-2020), un insieme di attività destinate alla città di Fiesole, e lo stage Le jeu masqué (2010), diretto da Duccio Bellugi Vannuccini del Théâtre du Soleil.
Il Teatro dell’Elce è riconosciuto e finanziato dalla Regione Toscana, nell’ambito dei progetti relativi ad interventi produttivi di elevato livello qualitativo in campo teatrale, e dalla Fondazione CRF come progetto di produzione e organizzazione di eventi sul territorio della città metropolitana fiorentina. Le produzioni del Teatro dell’Elce sono state distribuite sul territorio nazionale e la compagnia è stata rappresentante dell’Italia al Festival International du Théâtre d’Alger 2010 (Algeria) e al Festival Internacional de Teatro por la Paz 2011 e 2012 a Barrancabermeja (Colombia). Il Teatro dell’Elce ha collaborato con tutti i principali teatri fiorentini e con numerose realtà nazionali.
Per il teatro abbiamo prodotto: Little boy (2019), carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima, Il nemico (2015) dall’album illustrato di D. Calì e Serge Bloch, Farruscad e Cherestanì (2013) ispirato a La donna serpente di Carlo Gozzi, Barbieri (2011), creazione collettiva basata su interviste, Fatma (2010) di M. Benguettaf, Amadú, il saggio del deserto (2008) di Marco Di Costanzo, Cinquanta! Epopea di un faticoso entusiasmo (2008) scrittura scenica non verbale di Marco Di Costanzo sulla base di interviste e delle improvvisazioni degli attori, Ercole e le stalle di Augia (2006) di F. Dürrenmatt.
Le principali produzioni per spazi non teatrali sono: Cara Signora (2021), reading da Lettera a una professoressa di Don L. Milani, Processo all’Occidente (2019), reading da Processo dell’Islam alla civiltà occidentale di G. Piovene, Lettera a Eichmann (2018), reading da Noi figli di Eichmann di G. Anders, Noi ritorneremo! (2018), reading da La liberazione di Firenze di C. Francovich, Under Fire (2017), reading da L’arte fiorentina sotto tiro di F. Hartt, Il sogno di Rodolfo Siviero (2015) di Marco Di Costanzo dai diari di Rodolfo Siviero, realizzato per il Museo Casa Siviero, Angelo Maria Bandini (2013), di Marco Di Costanzo per il Museo Bandini, la creazione collettiva Il salone di Z*** (2010), performance sensoriale per due spettatori.
Nell’ambito di progetti legati alla ricerca metodologica o alla formazione, abbiamo realizzato Il cappotto (2021) e Appunti di un pazzo (2016), entrambi di N. V. Gogol’, coprodotti con Cantiere Obraz e affidati alla regia esterna di Alessio Bergamo, e Alla ricerca di un mondo morbido, di e con Monica Santoro e Eva Miškovičová.
In parallelo con l’attività di produzione, ci dedichiamo a progetti che abbiano lo scopo di promuovere l’arte del teatro attraverso la formazione o la diffusione su aree geografiche specifiche. Ad oggi sono in corso Teatro nelle città, progetto di produzione e diffusione di eventi teatrali in contesti non usuali, e una serie di progetti di formazione. Per quanto riguarda il passato, ci teniamo a mettere in evidenza Fronteras (2012), un progetto di produzione-formazione realizzato nel quartiere Comuna 7 di Barrancabermeja (Colombia) in collaborazione con il Centro Cultural Horizonte, Per una polis teatrale (2012-2020), un insieme di attività destinate alla città di Fiesole, e lo stage Le jeu masqué (2010), diretto da Duccio Bellugi Vannuccini del Théâtre du Soleil.
Il Teatro dell’Elce è riconosciuto e finanziato dalla Regione Toscana, nell’ambito dei progetti relativi ad interventi produttivi di elevato livello qualitativo in campo teatrale, e dalla Fondazione CRF come progetto di produzione e organizzazione di eventi sul territorio della città metropolitana fiorentina. Le produzioni del Teatro dell’Elce sono state distribuite sul territorio nazionale e la compagnia è stata rappresentante dell’Italia al Festival International du Théâtre d’Alger 2010 (Algeria) e al Festival Internacional de Teatro por la Paz 2011 e 2012 a Barrancabermeja (Colombia). Il Teatro dell’Elce ha collaborato con tutti i principali teatri fiorentini e con numerose realtà nazionali.







