Cookie
Questo sito si serve dei cookie di Youtube, Vimeo e Bunny.net per la visualizzazione dei video. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie. Chiudendo questo box ne accetti l'utilizzo.
Questo sito si serve dei cookie di Youtube, Vimeo e Bunny.net per la visualizzazione dei video. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie. Chiudendo questo box ne accetti l'utilizzo.
Icaro - variazioni sul mito
ocram dance movementidea e coreografia: Marco Laudani
regia: Marco Laudani - Sergio Campisi
Interprete: Ismaele Buonvenga
Trailer: Link
Anno: 2024
Adatto a: per tutti

Generi: Teatroragazzi (8-100), Danza, Performance
Tags: Icaro, Mito
“Quando un’anima nasce in questo paese le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti”.
L’essere umano non ha ali. Si muove camminando, tutt’al più correndo, ma sempre orizzontalmente. Ecco perché le nostre fantasie di libertà sono legate sempre ad un’ascesa, il volo, o ad una discesa, come lo scivolare o il lasciarsi andare.
La vita è un tuffo in un labirinto orizzontale. La libertà è un movimento verticale, un volare verso le stelle, o un tramontare delle stesse. Il desiderio indica l’attesa di un qualcosa, una promessa di Bene, la stessa pulsione vitale del cuore di Icaro che lo porta inevitabilmente a continuare a cercare cosa, o meglio “chi”, sia capace di soddisfare il suo ardente desiderio.
Icaro è il tracotante, è colui che pecca di hybris, è l’incoscienza, la disobbedienza, l’oltraggio. Ma Icaro è anche il coraggio di volare, la voglia di conoscere, la ricerca della libertà, l’andare incontro al rischio per raggiungere grandi obiettivi, il puntare in alto, direttamente al sole, sebbene il pericolo sia quello di bruciarsi e, più in alto si sale, più rovinosamente si può precipitare.
Il mito
Nella mitologia greca Icaro è il figlio di Dedalo, inventore e costruttore del labirinto per il Minotauro. A padre e figlio è stato impedito di lasciare Creta, per non svelare a nessuno i segreti del suo labirinto. Per fuggire a tale imposizione, Dedalo costruisce delle ali che attacca ai loro corpi con la cera. L’invenzione funziona e i due riescono a volare via. Ma Icaro, investito dall’ebbrezza del volo non ascolta i paterni ammonimenti di restare lontano dal sole e se ne avvicina sempre di più, finché il calore scioglie la cera e lo fa precipitare in quella parte del mare che prende il suo nome: Mar Icario.
Nel romanzo Dedalus di James Joyce – che si richiama ampiamente al mito – il protagonista Stephen, alter ego di Joyce, afferma: “Quando nasce l’anima di un uomo in questo paese, le vengono gettate reti per impedirle di fuggire. Mi parli di nazionalità, di linguaggio, di religione. Io cercherò di sfuggire a quelle reti”.
In queste parole – che si ripresentano più volte (ai tre simboli di nazionalità, linguaggio e religione corrispondono, inoltre, tre immagini corporee precise che Buonvenga ripete) – si concentra la chiave di lettura dello spettacolo: la volontà di stravolgere l’immagine che più tradizionalmente si ha di Icaro. Icaro non è più, qui, l’anti-eroe che troppo osa e tutto perde, il giovane incosciente a tal punto da sfidare il sole senza esserne all’altezza, ma colui che riesce ad andare oltre le costrizioni e i dettami prestabiliti dalla società, colui che ha desiderato liberarsene, ha desiderato volare via fino a sopra il sole e, anche se solo per un attimo, ce l’ha fatta.
Altri crediti: assistente alla coreografia Rachele Pascale | musiche di Domenico Modugno, Frank Sinatra, Davidson Jaconello, Stefan Levin, Ludwing van Beethoven | costumi di Claudio Scalia, realizzazione a cura di Gabriella Palomba | testi di James Joyce, Debora Benincasa a cura, con adattamenti, di Sergio Campisi e Ismaele Buonvenga.
Produzione: produzione ocram dance movement con il sostegno di Scenica Festival e la collaborazione di Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale
Per visualizzare il video integrale devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.
Per visualizzare la scheda tecnica devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.
La compagnia ocram dance movement viene fondata nel 2013 da Marco Laudani e Claudio Scalia. L’idea di creare un ensemble di danzatori, come strumento di approfondimento e ricerca, si è consolidata negli anni permettendo la realizzazione di 20 produzioni ospitate in festival di rilievo internazionale e sostenute, fra gli altri, dagli istituti Italiani di Cultura a New York, Stoccarda, Sofia, Atene. Il simbolo di ocram è un’onda: l’eterno movimento, la trasformazione e il dinamismo come obiettivi di un progetto in continua evoluzione.Italia, Germania, USA, Argentina, Ungheria, Spagna, Portogallo, Slovenia, Turchia, Grecia, Messico, Bulgaria, Polonia e Francia le tappe di questi primi dieci anni di attività artistica di ocram.Dal 2022 la compagnia è associata al Centro di Rilevante Interesse per la Danza Scenario Pubblico
