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Storia di un No
Compagnia Arione de FalcoRegia: Arione e Dario de Falco
Drammaturgia: Arione e Dario de Falco
Attori: Annalisa Arione, Dario Eduardo de Falco
Anno: 2021
Adatto a: per tutti
Premi: Eolo Awards Miglior spettacolo per Adolescenti 2022

IL TEMA
Dalla preadolescenza in avanti l'amore bussa alla nostra porta con un abito nuovo. Questa emozione ci travolge senza preavviso e ci trova impreparati. E' un argomento che culturalmente spaventa. Eppure di emozioni bisognerebbe parlare. Perché?
Perché un’adolescente su venti racconta di essere stata aggredita fisicamente dal fidanzato, una su dieci ha paura della persona che ha a fianco, una su dieci è stata aggredita verbalmente dal fidanzato.
In tre casi su quattro la ragazza perdona il partner.
LO SPETTACOLO
"Storia di un No” racconta di Martina che ha: quattordici anni, una pianta carnivora di nome Yvonne e delle cuffiette bianche.
Martina non ha vestiti firmati, non ha il motorino e non ha la mamma.
"Storia di un No" racconta anche del papà di Martina: un papà attento che lavora da casa, ama Jane Austen e cucina lasagne ogni volta che c'è qualcosa di importante da festeggiare.
“Storia di un No" racconta di Alessandro, che ha una felpa di marca, un ciuffo a cui dedica venti minuti ogni mattina e che di Martina s'innamora praticamente subito. Almeno così dice lui.
“Storia di un No" è la storia di un incontro, di un primo bacio che non è come era stato sognato ma che è bello lo stesso, di famiglie che non sono come le vorremmo, della necessità di considerare l'altra metà della coppia come essere funzionale a noi e ai nostri bisogni, dell'amore confuso con il possesso.
E' la storia di Martina che sceglie di pensarsi intera e quindi dice basta, creando con la sua consapevolezza una reazione a catena in grado di cambiare le cose.
Può un'adolescente cambiare il mondo?
Ecco. “Storia di un No" parla di questo.
LA PREPARAZIONE
Il percorso che ci ha portati a “Storia di un NO” è iniziato da una serie di laboratori sul tema della parità e gli stereotipi di genere.
Martina e Alessandro, i protagonisti della nostra storia, sono nati da improvvisazioni fatte durante questi laboratori.
A questa fase è seguita una lunga sessione di preparazione teorica sugli studi di genere e di consulenza con esperte.
LA MESSA IN SCENA
Il gioco di ruolo è il motore del nostro agire teatrale.
In scena una narratrice ed un narratore: per parlare di emozioni bisogna essere almeno in due.
I narratori hanno un compito “osceno”: dire al pubblico gli stati d'animo dei personaggi che interpretano. In un contesto così delicato, il mondo affettivo degli adolescenti, in cui spesso le emozioni arrivano prima delle parole che servono per spiegarle, dire al pubblico ciò ciò che il personaggio prova in tempo reale è una scelta mirata. L'uso di costanti a parte indirizzati al pubblico informano senza mancare di coinvolgere il pubblico di ragazzi su un vocabolario emozionale possibile.
La scena è vuota, gli ambienti sono disegnati dai corpi dei narratori e dalle atmosfere musicali del maestro Enrico Messina.
Dalla preadolescenza in avanti l'amore bussa alla nostra porta con un abito nuovo. Questa emozione ci travolge senza preavviso e ci trova impreparati. E' un argomento che culturalmente spaventa. Eppure di emozioni bisognerebbe parlare. Perché?
Perché un’adolescente su venti racconta di essere stata aggredita fisicamente dal fidanzato, una su dieci ha paura della persona che ha a fianco, una su dieci è stata aggredita verbalmente dal fidanzato.
In tre casi su quattro la ragazza perdona il partner.
LO SPETTACOLO
"Storia di un No” racconta di Martina che ha: quattordici anni, una pianta carnivora di nome Yvonne e delle cuffiette bianche.
Martina non ha vestiti firmati, non ha il motorino e non ha la mamma.
"Storia di un No" racconta anche del papà di Martina: un papà attento che lavora da casa, ama Jane Austen e cucina lasagne ogni volta che c'è qualcosa di importante da festeggiare.
“Storia di un No" racconta di Alessandro, che ha una felpa di marca, un ciuffo a cui dedica venti minuti ogni mattina e che di Martina s'innamora praticamente subito. Almeno così dice lui.
“Storia di un No" è la storia di un incontro, di un primo bacio che non è come era stato sognato ma che è bello lo stesso, di famiglie che non sono come le vorremmo, della necessità di considerare l'altra metà della coppia come essere funzionale a noi e ai nostri bisogni, dell'amore confuso con il possesso.
E' la storia di Martina che sceglie di pensarsi intera e quindi dice basta, creando con la sua consapevolezza una reazione a catena in grado di cambiare le cose.
Può un'adolescente cambiare il mondo?
Ecco. “Storia di un No" parla di questo.
LA PREPARAZIONE
Il percorso che ci ha portati a “Storia di un NO” è iniziato da una serie di laboratori sul tema della parità e gli stereotipi di genere.
Martina e Alessandro, i protagonisti della nostra storia, sono nati da improvvisazioni fatte durante questi laboratori.
A questa fase è seguita una lunga sessione di preparazione teorica sugli studi di genere e di consulenza con esperte.
LA MESSA IN SCENA
Il gioco di ruolo è il motore del nostro agire teatrale.
In scena una narratrice ed un narratore: per parlare di emozioni bisogna essere almeno in due.
I narratori hanno un compito “osceno”: dire al pubblico gli stati d'animo dei personaggi che interpretano. In un contesto così delicato, il mondo affettivo degli adolescenti, in cui spesso le emozioni arrivano prima delle parole che servono per spiegarle, dire al pubblico ciò ciò che il personaggio prova in tempo reale è una scelta mirata. L'uso di costanti a parte indirizzati al pubblico informano senza mancare di coinvolgere il pubblico di ragazzi su un vocabolario emozionale possibile.
La scena è vuota, gli ambienti sono disegnati dai corpi dei narratori e dalle atmosfere musicali del maestro Enrico Messina.