Regia: Eleonora Gusmano
Drammaturgia: da Altri Libertini di Pier Vittorio Tondelli, adattamento Orchidee
Attori: liberamente ispirato ad “Altri Libertini” di Pier Vittorio Tondelli adattamento Orchi_dee Con Eleonora Gusmano e Alessandro Romano Movimento scenico Daria Greco Regia Eleonora Gusmano Live electronics e sound engineer Alessandro Romano Foto di scena Giovanna Onofri
Other credits: Musiche e live electronics : Alessandro Romano
Key words: Pier Vittorio Tondelli, musica elettronica, sperimentale, contemporaneo,
Production: Produzione Orchidee
Year of production: 2023
Theatrical genre: Performance
Rez, in dialetto reggiano Reggio Emilia, diventa per noi luogo archetipico fermo nel tempo, ai primi anni ottanta, in cui far muovere personaggi sbandati, eccessivi e voraci che di notte la abitano.
Sono studenti e studentesse in cerca di arte e avventura, barboni e tossici nella stazione desolata, scrittori al volante lungo la via Emilia in cerca d'amore e di sé stessi. In corsa, fagocitano la loro esistenza, tra entusiasmo e disperazione.
Rez non è più una città ma incrocio di strade di vite percorse, traiettorie in cui si incontrano i personaggi apolidi e sospesi rievocati dai performer, ormai spettri nella ricerca di un dialogo tra la nostra e la loro generazione.
La cornice che le unisce è un incidente automobilistico appena avvenuto: vetri, sedili di una macchina e un corpo sbalzato fuori.
Crash è scritto sulla maglietta di uno dei due, in caratteri fumettistici, quasi pazienteschi :
Crash come la velocità senza controllo della ronzinante cinquecento con cui viaggiavano e di cui restano solo alcuni relitti in scena
Crash come i bicchieri che si sono scontrati troppe volte per l’ennesimo brindisi al Posto Ristoro della stazione
Crash come gli ideali rivoluzionari di una generazione che si scontrano col riflusso post ideologico e l’abisso dell’eroina
Crash come quattro giovani donne che se fregano della loro reputazione e si rincorrono strepitando in bicicletta in una Rez addormentata
Crash come le scritte sovrapposte su un tavolaccio per lasciare il segno Crash quando a ventuno anni hai già fatto, vissuto tutto
Crash come il suono dell'energia vitale, bruciante, incapace di spegnersi del tutto nonostante il peso degli “scazzi e degli svacchi”.
Crash come l’odore del mare del Nord, dell’Oceano che arriva su e ci porta all’Avventura !
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