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TRISTISSIMO

C&C

Play in the repertoire

Theatrical genre
Dance Dance theatre
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Regia: Carlo Massari e Chiara Taviani

Drammaturgia:

Attori: Carlo Massari e Chiara Taviani

Other credits: Sostenuto da: NEXT2015, MOVIN'UP 2015, Ballet National de Marseille

Key words: Tristezza, melancolia, teatro-danza, bianco

Production: C&C

Year of production: 2015

Theatrical genre: Dance Dance theatre

Un giorno perfetto, un mondo perfetto, poi ad un certo punto tutto si storce.

Sembra una tragedia, sembra lo spunto per un prologo, sembra un fatto di cronaca, sembra la fine di un mondo, del mondo.

Tutto per mano dell'uomo...per proclamazione di liberta, di conquista, interesse, bellezza. Mi ami o mi ammazzi? Siamo qua in una relazione onirica passata, eppur contemporanea, perturbata ed inappropriata.

Sembra l'eccitazione delle cose forti, sembra unica, sembra l'unico obbiettivo, sembra carne, sangue, capelli..

Poi BANG! Basta un colpo e tutto finisce...

Un'elaborazione contemporanea della Tragedia di Tristano e Isotta.

Di quello che è stato, negli scritti rimangono tracce di amanti disperati, di sentimenti torturati e di pianti di immensa tristezza. Non siamo cambiati poi tanto. Tutto gira ancora intorno all'amore e al suo eterno contrasto.

Cerchiamo nell'Opera le radici del perché ed il come di qualcosa di potente, di forte, smisurato! Analizziamo la natura della costrizione e la ricerca della liberta assoluta, quella attuale, nostra, quotidiana.

Ci ispiriamo da fatti veri di cronaca nera, vera.

In un modo o nell'altro cerchiamo di dire la nostra e di non lasciare incompiuta una reazione- relazione, siamo anche noi parte di questa epoca in fondo.

Cosa è rimasto del mito?

Un primo studio sull'Opera di Wagner, fonte d'ispirazione per indagare, indagarci.

Un accurato ascolto del brano e della sua maestosita. La scoperta della modernita dell'Opera, un immagine simile ma molto distante da quella medioevale.

L'Opera Wagneriana non istiga solo a compiere tragedie; é un fatto, una divina melodia.

Prendiamo un capo, un incipit, un fuoriclasse indimenticabile, un'eternita... la pesiamo e poi... Cos'era? Cos'è? Cosa ne rimarra?

Due persone che devono necessariamente stare separate per interessi di altri. Una calamita umana in cui, per destino, coincidenze, volonta altrui, i due poli negativi si respingono pur tentando di gravitare l'uno nello spazio dell'altro; cercano contatto, un bacio, non ce la fanno. Un “presente” pesante, malinconico, melanconico, sordo. Un giovane Spleen dilagante, irrefrenabile, fuori dal

tempo. La tristemente famosa esperienza di separazione Wagneriana, introiettata in nuovi corpi “teen...” privati del peso della storia, ma gia profondamente amareggiati dal triste epilogo che li attende. Una coincidenza possibile di Vite, dai lati opposti di un muro troppo alto per essere scavalcato, troppo spesso per essere smantellato. Nascere con la consapevolezza di non poter

andare, attraversare (essere) oltre. Aiutarsi a morire nella speranza di ritrovarsi liberi altrove. Un

ultimo gesto importante-impotente che precede l'annunciato, consapevole, drammatico epilogo.

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