Evento organizzato da
LA LUNA
di: Interno5
attori:
Francesca Romana Bergamo, Veronica DElia, Fabio Faliero, Lia Gusein Zade,
Biagio Musella, Damiano Rossi, Ilaria Scarano, Fabrizio Varriale

Titolo: LA LUNA
Di:
Regia: DAVIDE IODICE
Drammaturgia: DAVIDE IODICE
Attori: Francesca Romana Bergamo, Veronica DElia, Fabio Faliero, Lia Gusein Zade,
Biagio Musella, Damiano Rossi, Ilaria Scarano, Fabrizio Varriale
Periodi di disponibilità: Stagione 24/25
Scheda artistica: Un percorso di ricerca e creazione a partire dai rifiuti, gli scarti, il rimosso di una collettivit
Non una sfera lucente, la luna, questa luna, piuttosto un ammasso che ricorda le eco-balle delle nostre parti, un grande imballaggio di cose pressate, che straripano, che stanno l come monoliti
enigmatici; ingombranti. Un rimosso-irremovibile che noi collochiamo nel corpo della citt, come un cuore lacerato e pulsante. Violenza, amore, malattia, morte, lacrime, infanzia, identit, ne costituiscono
la sostanza. D.Iodice
Avviato nelledizione 2018 del Napoli Teatro Festival Italia, con un laboratorio intensivo presso lAccademia di Belle Arti di Napoli, prosegue e si compie in forma scenica (debutto Ntfi 12|14 luglio
2019 ripresa 24|29 settembre 2019 presso Palazzo Fondi Napoli) il nuovo processo di indagine antropologica, sociologica e poetica ideato e diretto da Davide Iodice. La Luna la terza ideale tappa di una ricerca sulla crisi del contemporaneo, iniziata con La Fabbrica dei Sogni e proseguita con Un giorno tutto questo sar tuo. Materia di indagine, dopo sogno e eredit spirituale, adesso lo scarto, il rifiuto, nella sua accezione simbolica, affettiva, emotiva, poetica: ci di cui ci si vuole liberare, o che si messo da parte e, estendendo il senso, il rifiuto agito e subito. Lambito della ricerca espressiva qui la Plis, la comunit cittadina, chiamata ad essere drammaturga del processo creativo. I cittadini sono stati invitati a portare i loro rifiuti in un luogo, che si configurato mano a mano come un vero e proprio magazzino dumanit, dove gli oggetti raccolti hanno ritrovato una dimensione emblematica e testimoniale. Le narrazioni che hanno accompagnato questi reperti autobiografici sono state filmate e registrate, e hanno costituito via via la base di una scrittura scenica polifonica. Si compie cos un atto psicoanalitico collettivo, trasformato espressivamente dagli attori|performers, qui chiamati a contaminarsi con limmondo psicologico di una comunit per ricavarne unidea di mondo, di societ, un senso perduto, identitario, pubblico, se non gi quel senno che Astolfo cerca sulla Luna dove ci che si perde qui, l si raguna. Oltre duecento i reperti raccolti: messaggi lasciati prima di un addio irreversibile, denunce di abusi inconfessati per tutta una vita, labito per il funerale di un padre, quello di un matrimonio finito. Tragedie personali ma anche collettive: la mascherina che usa in casa chi vive in
terra dei fuochi; un coltello sottratto per contrappasso a un bambino di dieci anni da parte di un ex ragazzo di strada. E poi: rose appassite di amori violenti, chiavi di stanze chiuse dov successo qualcosa di doloroso e dove non si pi tornati, una gabbietta lasciata vuota da un uccello che si squarciato il petto nel tentativo di liberarsi
Altri crediti: Aiuto regia: Ilaria Scarano
Training e studi sul movimento: Fabrizio Varriale
Spazio scenico, maschere e pupazzi: Tiziano Fario
Costumi: Daniela Salernitano
Direzione tecnica: Antonio Minichini
Scenotecniche: Luciano Di Rosa
Luce: Sebastiano Cautiero
Allestimento: Fabio Cosimo
Foto di scena: Cristina Ferraiuolo
Direttrice di produzione: Hilenia De Falco


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